Agilità e gestione del rischio in tempi d’incertezza: accelerare la digitalizzazione del cash flow per uscire dalla crisi

By Serge Masliah Luglio 7, 2020

L’economia sta a malapena uscendo dalla quarantena, e niente è ancora deciso. Gli effetti della crisi, quelli più lunghi e letali, incidono sulla gestione finanziaria e spingono le imprese a rivedere i piani per mettere in sicurezza le proprie operazioni, se non la loro stessa sopravvivenza. In un simile contesto di incertezza, le soluzioni Cloud, che permettono di svincolarsi dalla dipendenza dai sistemi informatici locali, non possono più essere considerate una semplice alternativa. Senza contare che l’accesso alla liquidità (circolazione e quindi mobilità) è divenuto un fattore di competitività. Quali sono le sfide poste da questo nuovo paradigma? E come integrarle nei piani di trasformazione digitale?

Il rischio economico legato alla pandemia di Covid-19 grava sulle imprese. Aziende piccole e grandi sono riuscite a mantenersi in attività e a tutelarsi dalle illiquidità che rischiano di condurre a licenziamenti o cessazioni dell’attività. Una delle loro priorità è quindi quella di rafforzare il monitoraggio e la gestione delle previsioni dei flussi di cassa, concentrandosi nel contempo a gestire i requisiti di liquidità e di capitale circolante e a garantire la produttività dei team.

Il passaggio al Cloud e alla connettività bancaria

Dall’inizio del lockdown, i comportamenti sono cambiati. I piani di sicurezza operativa dell’attività sono stati spinti al limite e per la prima volta le imprese si sono viste costrette a implementarli con risorse umane attive a distanza. Il periodo di isolamento ha altresì sottolineato il ruolo fondamentale delle piattaforme di pagamento, sia per il buon funzionamento della gestione di cassa, sia per evitare falle facilmente vulnerabili alle frodi.

Consentendo ai tesorieri di proseguire normalmente le loro attività, il Cloud si è profilato come un modello da seguire. I sistemi interessati da questa transizione sono fondamentalmente gli ERP e le soluzioni connesse di importanza critica. Certo, i progetti di trasformazione sono lunghi e costosi, soprattutto quando si tratta di connessioni bancarie. Ma l’utilizzo di piattaforme di pagamento SaaS che sfruttano librerie di formati bancari predefiniti permette di disporre rapidamente di piattaforme operative in tutto il mondo a un costo più basso.

“Volevamo effettuare e seguire i nostri pagamenti in tutto il gruppo e tutte le nostre divisioni a partire da un unico strumento. All’epoca solo una soluzione completamente integrata come quella di Kyriba ci consentiva di avere una visione centralizzata dei nostri pagamenti senza costringerci ad attività di sviluppo importanti.” […] “La direzione generale del gruppo, ma anche delle nostre divisioni, dispone ora di informazioni centralizzate e aggiornate sui nostri flussi e può così prendere decisioni strategiche basandosi su proiezioni di qualità.”

Aline Bruno, responsabile della tesoreria di Legris Industries

Queste problematiche devono essere considerate come priorità nei piani di trasformazione, e con lo stesso livello di urgenza accordato al rischio di frode. In effetti, dall’inizio del lockdown sette imprese su dieci sono state soggette ad attacchi[1]. Nei prossimi mesi c’è il rischio che la natura degli attacchi si evolva ulteriormente. Uno dei mezzi più semplici per migliorare i controlli consiste nel digitalizzare il flusso dei pagamenti e nell’automatizzare la protezione e il rilevamento delle frodi al livello del servizio di tesoreria. Le piattaforme abilitate a questo scopo consentono altresì di creare una seconda linea di difesa tramite l’integrazione delle tecniche di Machine Learning.

Le soluzioni di pagamento, infine, consentono di fluidificare la connettività bancaria e di visualizzare i movimenti del cash, il che, nell’ambiente attuale, rappresenta un vantaggio competitivo.

Che opportunità può rappresentare la gestione delle liquidità, nel mondo post crisi?

In risposta alla crisi, le imprese cercano di far circolare più rapidamente e a costi più bassi la liquidità all’interno dei propri ecosistemi. In effetti la maggior parte delle società Fortune 1000 registra turbolenze della supply chain e si interroga sulle soluzioni operative da implementare.

Per contrastare l’allungamento dei termini di pagamento e preservare il fabbisogno di capitali circolanti, strumenti come il reverse factoring collaborativo sono sempre più apprezzati. Queste soluzioni tripartite che coinvolgono il cliente, il fornitore e il finanziatore, sono lanciate su iniziativa del cliente e offrono ai fornitori la possibilità di beneficiare del pagamento anticipato delle proprie fatture. Una soluzione che alcune imprese hanno introdotto da qualche anno, e che durante la crisi del Covid-19 ha consentito loro di proporre ai fornitori soluzioni di pagamento innovative[2]. Le soluzioni di Supply Chain Finance saranno chiamate a svolgere un ruolo sempre più importante nella gestione della situazione post crisi.

Mai prima d’ora le imprese avevano avuto tanto bisogno di visualizzare e gestire la propria liquidità. Perché ciò sia possibile, i responsabili di cassa hanno bisogno di raccogliere e integrare le informazioni provenienti da tutta l’impresa e dal relativo ecosistema. Tuttavia, nella maggior parte delle organizzazioni i processi di gestione del cash flow sono disgiunti, con obiettivi e strumenti frammentati tra diversi reparti. La tesoreria gestisce il cash e gli investimenti, il reparto acquisti si occupa dei fornitori e delle spese, mentre i reparti operativi gestiscono stock e pagamenti, senza una visione olistica che permetta di individuare e attivare le riserve di liquidità. L’84% dei responsabili di cassa in Europa considera la raccolta dei dati in tempo reale[3] come la sfida più importante posta dalla trasformazione digitale. Tale parametro non è correttamente considerato nella digitalizzazione della direzione amministrativa e finanziaria, considerando che la gestione del cash flow tramite il sistema ERP non punta a risolvere le stesse sfide, in particolare in termini di cicli, di mandato e di connettività interna/esterna. Questa prospettiva è essenziale per comprendere l’importanza delle sfide legate alla digitalizzazione della tesoreria rispetto al ruolo che avrà nella mappatura delle professionalità finanziarie dopo la crisi del Covid-19.

“Grazie all’implementazione globale del suo sistema di gestione del cash flow, l’editore di software industriali e scientifici Dassault Systèmes ha registrato oltre il 95% di centralizzazione dei flussi di cassa e un netto miglioramento della sicurezza, che oggi consentono al team di sostenere la crescita esterna del gruppo.”

John Colleemallay, senior director, Group Treasury & Financing – Dassault Systèmes

L’evoluzione dei sistemi informatici verso modelli maggiormente dinamici può avere un costo, specie in settori specifici che richiedono una notevole conoscenza del business. L’utilizzo di piattaforme dotate di soluzioni di visualizzazione, trasferimento, sicurezza e gestione del fabbisogno di capitali circolanti offre la garanzia di un’implementazione rapida ed efficiente. Senza contare che il ricorso al Cloud consente di ridurre considerevolmente i costi.

Ridefinire i compiti del tesoriere?

Nonostante le attuali turbolenze, il futuro appare quindi promettente per quanti trarranno le giuste conclusioni e prenderanno il controllo finanziario dell’attività. La posta in gioco è alta. L’attivazione dei piani di sicurezza operativa a distanza ha posto una sfida, per via dell’indisponibilità fisica dei team. Le imprese non equipaggiate con sistemi efficienti di gestione della liquidità pagheranno un prezzo ancora più alto se si privano della visibilità e della capacità di gestire il proprio cash.

“Lo smart working in isolamento rappresenta la continuità delle nostre operazioni. Già parecchio tempo prima della crisi sanitaria avevamo introdotto Kyriba, una soluzione di tipo SaaS, e questo ci ha permesso di evitare interruzioni nella gestione quotidiana del cash flow, con il grande beneficio di poterla utilizzare da remoto, senza essere presenti in ufficio.”

Romain Pastant, responsabile della tesoreria del gruppo, UPSA

Per moltissime organizzazioni il cambio di paradigma apportato dalla pandemia sottolinea ulteriormente la necessità di far evolvere il ruolo della tesoreria, da quello tradizionale di custode della liquidità transazionale verso una funzione più attiva e strategica che ha l’obiettivo di gestire attivamente la liquidità a supporto della direzione generale. La gestione attiva delle liquidità (Active Liquidity Management) si può descrivere come un’attività volta all’identificazione e all’orchestrazione attiva di tutte le fonti di liquidità dell’impresa e alla protezione dell’elemento vitale dell’organizzazione, ossia il cash. Per questo l’ottimizzazione della gestione delle liquidità attraverso la digitalizzazione della gestione della cassa e del relativo ecosistema deve rimanere in cima alle priorità nei piani di rilancio e trasformazione digitale, non soltanto delle imprese, ma dell’insieme degli attori economici, comprese le PMI, le banche e gli attori pubblici.

Questa intervista è disponibile anche nel sito di La Tribune, nell’edizione speciale Réinventer la France.

[1] Rapporto “Fraude et cybercriminalité”, Euler Hermes e DFCG, maggio 2020

[2] www.kyriba.fr/blog: Comment préserver les écosystemes client-fournisseur en période de ralentissement économique (Come preservare gli ecosistemi cliente-fornitore in tempi di rallentamento dell’economia)

[3] Studio “Digital Treasury Ecosystem” realizzato da IDC per Kyriba, maggio 2019

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